Il canto della Terra

A cura di Antonio Menghini, Vincenzo Sapia e Tiziana Lanza

“Che Suono ha la Terra?” Può sembrare una domanda bislacca. E se vi dicessimo che esistono invece non una ma innumerevoli risposte? Sì perché è davvero possibile estrarre una “musica” dalla Terra, che dipende dal tipo di roccia. E’ il risultato di un progetto scientifico-musicale, tutto italiano, nato dall’unione tra geologi, geofisici e musicisti. Ai segnali estratti dalla Terra, sono state associate delle note musicali secondo un metodo codificato da Antonio Menghini (un geofisico) e Stefano Pontani (un musicista). Il progetto EMusic è un originale esempio di connessione Arte-Scienza che sta avendo ampia visibilità e risonanza sia in Italia che all’estero e per il quale l’INGV ha deciso di aderire, fornendo il proprio contributo tecnico-scientifico e di supporto alla divulgazione scientifica anche presso convegni internazionali.

Tutto si basa su rigorose regole scientifiche, pubblicate su riviste internazionali di Geofisica.

Il procedimento di Menghini & Pontani, trasforma dei dati elettromagnetici misurati con apparati strumentali comunemente utilizzati nell’ambito dell’esplorazione geofisica del sottosuolo, in frequenze audio alle quali sono associate ben definite note del pentagramma. La misura strumentale non è altro che la risposta della Terra quando viene eccitata da un impulso elettromagnetico. Poiché ogni successione di rocce da’ luogo a una determinata variazione del segnale, possiamo asserire che a essa può essere associata una specifica sequenza di note. Siamo pertanto in grado di percepire la componente sonora di un paesaggio, a completamento della Land Art, ossia quella corrente artistica che interagisce con il territorio e di cui riportiamo un esempio qui.

Per comprendere ancora meglio ciò di cui stiamo parlando potrete trovare una guida all’ascolto della EMusic cliccando qui

La EMusic può essere utilizzata come musica d’ambiente, diffondendola direttamente sul sito da dove è stata estratta.

Un esempio è rappresentato dai “Suoni della Viterbo Sotterranea”, un commento musicale che accompagna i visitatori di un circuito ipogeo geoturistico e dal quale è stato realizzato anche un cd.

Foto1
Immagine della Viterbo sotterranea. Credit: Euriade srl

Se poi i musicisti sono chiamati a confrontarsi con i Suoni della Terra, ecco che può nascere una vera e propria jam session, dove è proprio la Geologia locale a svolgere il ruolo di band leader, dal momento che è da essa che si ricavano le note di partenza. Il concerto realizzato al Teatro Romano di Ferento ne è un esempio lampante.

Foto2p
Un momento del concerto di EMusic al Teatro Romano di Ferento (Viterbo). Credit: Maurizio Merano

Stefano Pontani (responsabile artistico del progetto) con la sua chitarra e Marco Guidolotti (musicista di fama internazionale) con il suo sax hanno rielaborato e re-interpretato i suoni provenienti dalle varie formazioni geologiche presenti proprio nel sottosuolo di Ferento. Il pubblico ha avuto modo di apprendere, in maniera divertente e immediata, concetti di Geologia, Paleogeografia, Paleontologia, Geofisica e Musica.

Grazie alla collaborazione con l’INGV, sono stati realizzati altri eventi tra cui una presentazione alla conferenza internazionale EGU di Vienna nell’ambito della Sessione Arte-Scienza e la sonificazione di un Bosco Didattico, nella Tenuta di Sant’Egidio (Soriano nel Cimino, VT).

Foto3p
Acquisizione dei dati elettromagnetici nel Bosco Didattico della Tenuta di Sant’Egidio (Soriano nel Cimino, Viterbo).

Indubbiamente il progetto ha delle potenzialità divulgative notevoli, essendo in grado di trasferire a un vasto pubblico nozioni scientifiche, anche complesse, sfruttando l’enorme capacità empatica della Musica: nel corso di un concerto di EMusic si parla spesso di Evoluzione del territorio, toccando anche temi estremamente attuali, quali i cambiamenti climatici, il rischio sismico e la prevenzione nei confronti delle calamità naturali.

Attraverso la musica possiamo comprendere più facilmente fenomeni fisici complessi e, con le nostre orecchie, possiamo ascoltare le note prodotte dalla Terra proprio sotto i nostri piedi.

Noi ci crediamo e continueremo a farvelo sentire.


Foto di copertina: Giulia Selvaggini

Annunci