Uno scudo spaziale per il pianeta Terra

di Lili Cafarella

C’è una presenza invisibile, intorno alla Terra, che è molto più importante di quanto si possa immaginare. E’ il campo magnetico terrestre, così debole da essere vinto localmente da una semplice calamita, ma così forte da aver protetto per miliardi di anni l’aria, l’acqua e infine la nostra stessa esistenza sul pianeta. Il campo magnetico terrestre, che nasce a oltre tremila chilometri sotto i nostri piedi, si estende per decine di migliaia di chilometri intorno a noi. Lo possiamo immaginare come un guscio che circonda il nostro pianeta e lo possiamo rappresentare attraverso delle linee, dette linee di forza, che escono dal Polo Sud della Terra e rientrano nel Polo Nord. Come tutti i campi magnetici, non si può né vedere, né sentire, né toccare ma c’è, e fa sentire i suoi effetti tutto intorno a noi. Percepiamo la sua esistenza grazie ad esempio ad una bussola, in grado di orientarsi su ogni punto della superficie terrestre, permettendoci di trovare sempre il nord.

La vera ragione dell’importanza del campo magnetico terrestre la scopriamo però a quasi 150 milioni di chilometri di distanza da noi, sul sole.

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L’osservatorio solare della NASA (SDO) ha immortalato questo episodio di eruzione solare avvenuta il 20 Marzo 2010. La Terra è riportata in scala per confronto. Credit: NASA / SDO / AIA

La nostra stella infatti è una immensa fornace termonucleare, che emette continuamente nello spazio enormi quantità di particelle cariche: il cosiddetto vento solare. Essa è inoltre agitata da gigantesche esplosioni in occasioni delle quali il vento solare è particolarmente denso, caldo e veloce. Dopo qualche giorno di viaggio il vento solare raggiunge la Terra. L’impatto deforma il campo magnetico terrestre confinandolo in una regione, detta magnetosfera, che riesce però a deviarlo e a tenerlo lontano dal nostro pianeta, facendolo fluire come l’acqua di un fiume intorno al pilastro di un ponte.

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Il campo magnetico investito dal vento solare assume la forma di una cometa. Credit: Earth Observatory, NASA

Alcune particelle del vento solare però, soprattutto quando esso è particolarmente energetico, riescono comunque ad entrare nell’alta atmosfera, in corrispondenza dei poli. L’urto delle particelle del vento solare con le molecole e gli atomi dell’aria, libera una grande quantità di energia sotto forma di luce. Da terra, l’arrivo delle particelle è visibile sotto forma di grandi cortine di luce colorata in lento ma continuo movimento. Si tratta di uno dei più straordinari spettacoli della natura: le aurore polari.

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Credit: NASA
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Credit: NASA

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Aurora a Concordia. Foto di Marco Buttu, ©PNRA ©IPEV

Ma cosa accadrebbe se il campo magnetico terrestre si spegnesse? Ce lo racconta Marte, un pianeta oggi senza vita. Quando era giovane, il pianeta rosso aveva una atmosfera e degli oceani, proprio come oggi la Terra. Quattro miliardi di anni fa però il suo campo magnetico ha cominciato ad indebolirsi fino a scomparire. Il vento solare ha avuto così libero accesso all’atmosfera di Marte. A poco a poco, nel giro di alcuni milioni di anni, il vento solare ha portato via la sua atmosfera, e di conseguenza i suoi oceani. E la stessa cosa potrebbe accadere alla Terra.

Il nostro campo magnetico, per fortuna, ha però ancora miliardi di anni davanti a sé. Continuerà a proteggerci e ancora per molto tempo ci aiuterà a ritrovare la strada di casa.


Immagine di copertina adattata da una immagine NASA

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