Quanto salirà il livello del mare in questo secolo?

Lungo le coste del Mediterraneo potrebbe scomparire una superficie pari a quasi 5.5 milioni di campi di calcio entro la fine di questo secolo.

di Marco Anzidei

I mezzi di informazione pubblicano sempre più frequentemente notizie di eventi connessi ai cambiamenti climatici. Se ne parla quando avviene un’alluvione disastrosa o quando le temperature invernali sono così alte da non far cadere la neve sui monti o ancora, quando non piove per lungo tempo in una determinata regione. Se questi sono gli effetti percepiti dalla popolazione alle nostre latitudini, ce n’è un altro, poco conosciuto, silenzioso e dagli effetti insidiosi: l’aumento del livello marino.

Oltre il 70% della Terra è coperto da mari e oceani che bagnano le coste dei cinque continenti, dove vivono centinaia di milioni di persone. Dati geologici hanno dimostrato come nel corso degli ultimi milioni di anni i mari si sono ritirati ed espansi ciclicamente durante i periodi climatici caldi e freddi, cedendo e sottraendo terre. Negli ultimi 18.000 anni, dopo l’ultimo massimo glaciale, il mare è salito di circa 130 m formando isole e aumentando le distanze tra i continenti.

Qual è oggi la tendenza?

fungo tavolara
Rocce a forma di fungo poste a 24 m di profondità all’isola di Tavolara (Sardegna). Queste morfologie si sono formate circa 8200 anni fa grazie all’erosione marina, quando il livello marino rimase costante per un breve periodo prima di salire nuovamente fino alla posizione attuale (Da Antonioli et al., Quaternary International Volume 439, Part A, 22 May 2017, Pages 4-16) (foto. Marco Anzidei).

Osservazioni geologiche hanno evidenziato che il livello marino è stato relativamente stabile negli ultimi secoli. Siti archeologici sommersi ci ammoniscono che negli ultimi 2000 anni il mare è salito, obliterando case e porti romani. Dati strumentali acquisiti da mareografi e satelliti radar altimetrici mostrano che il livello ha cominciato ad aumentare dalla metà del XIX secolo, crescendo di circa 14-17 cm durante il XX secolo.

kaulonia
Il sito archeologico sommerso di Kaulonia, in Calabria ionica. I resti di costruzioni e cave greche e romane si trovano oggi a circa 6 m di profondità a causa di movimenti tettonici, isostatici e dell’aumento del livello marino per cause climatiche (foto: Marco Anzidei).

Oggi il livello del mare globale sta salendo al ritmo di oltre 30 cm per secolo (circa 3.2 – 3.4 mm/anno) mentre quello del Mediterraneo a circa 20 cm per secolo (circa 2 mm/anno), rappresentando un fattore di rischio per molte popolazioni costiere.

Il principale responsabile è il riscaldamento climatico globale che causa lo scioglimento dei ghiacci polari e l’espansione termica degli Oceani. Anche la perdita di ghiaccio della Groenlandia e dell’Antartide possono avere conseguenze importanti sull’aumento del livello del mare globale.

Se non verranno ridotte le emissioni di gas serra, iniziate con l’era industriale, il livello del mare potrebbe salire di circa un metro durante il 2100, di alcuni metri per il 2300 e di molti metri per tempi più lunghi. Se invece queste verranno limitate, gli effetti potrebbero ridursi, ma il livello del mare continuerebbe a salire ugualmente per molti secoli.

SLR Church et al., 2013
Proiezione di aumento di livello marino globale fino all’anno 2100 (Da Church et al., 2013).

Ricercatori di tutto il mondo si interrogano non solo sulle cause, ma anche sugli effetti di tale aumento, realizzando proiezioni sul livello marino per i prossimi decenni basati su studi multidisciplinari e per differenti scenari climatici (RCP 2.6, 4.5, 8.5, vedi glossario). Se questi risultati sono stati inizialmente discussi solo all’interno della comunità scientifica, come ad es. l’Intergovernmental Panel of Climate Change (IPCC), oggi i responsabili decisionali iniziano ad essere interessati a queste ricerche per individuare nuove strategie per attenuare gli effetti dell’aumento del livello marino lungo le coste, in particolare quelle densamente popolate o di alto valore ambientale. È infatti proprio in queste zone che si stanno verificando disagi sociali e perdite economiche e importanti ecosistemi costieri stanno lottando per la sopravvivenza.

Nel computo delle proiezioni per la valutazione degli impatti, si deve anche considerare la subsidenza della costa, cioè quel lento movimento verso il basso della superficie terrestre che può avvenire in determinate zone per cause naturali (come tettonica, vulcanismo) o antropiche (come estrazione di fluidi dal sottosuolo). La subsidenza costiera, il cui effetto può essere anche superiore a quello dell’aumento del livello del mare indotto dal riscaldamento climatico, ha effetti rilevanti in alcune città costiere, da Tokyo  a Venezia, da Lipari a New York.

Per favorire la comunicazione dei rischi indotti dall’aumento del livello marino alle parti interessate, utile per facilitare una gestione consapevole delle coste, vengono simulati scenari realistici di allagamento marino per i prossimi decenni in determinati tratti costieri.

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Le 163 piane costiere del Mediterraneo a rischio allagamento marino (in rosso), evidenziate dal progetto europeo SAVEMEDCOATS (vai al link per ulteriori informazioni). Potrebbe scomparire una superficie pari a quasi 5.5 milioni di campi di calcio nei prossimi 80 anni circa.

In Europa è il progetto SAVEMEDCOASTS, guidato dall’INGV, che sta fornendo un primo quadro sugli scenari attesi nelle aree Mediterranee. L’obiettivo è di fare aumentare la consapevolezza del rischio costiero (meno della metà delle parti interessate che hanno attività connesse con il mare ha sentito parlare o conoscere i potenziali effetti di aumento di livello marino) e favorirne la prevenzione da parte delle popolazioni costiere che vivono anche a meno di 1 m sul livello del mare, fornendo scenari multi temporali sull’arretramento della costa fino al 2100.

Gli scenari si basano sull’utilizzo di nuove tecnologie, modelli digitali ad alta risoluzione della costa e del fondale marino, tassi di subsidenza del suolo da dati geodetici, stime locali di aumento del livello del mare e proiezioni di cambiamento climatico.

I risultati e le informazioni vengono quindi trasferite alla società, attraverso incontri tra scienziati, responsabili politici e parti interessate. La missione di SAVEMEDCOASTS è di creare una stretta collaborazione tra parti interessate e organizzazioni di protezione civile per sviluppare nuove strategie per la mitigazione degli effetti dell’aumento del livello marino nel prossimo futuro.

 

Siamo preparati ad affrontare questi cambiamenti?

 


Per approfondimenti:

Guarda alcuni video qui, qui e qui

Il progetto SAVEMEDCOASTS: sea level rise scenarios along the coasts of the Mediterranean, Agreement Number


Glossario

Gas serra: gas presenti nell’atmosfera che riducono l’emissione di calore dalla superficie terrestre. La loro concentrazione nell’atmosfera causa il riscaldamento della superficie terrestre e della bassa dell’atmosfera. Sono di origine naturale o causati dalle attività industriali. I principali gas serra indicati dal Protocollo di Kyoto sono l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), i clorofuorocarburi (CFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafloruro di zolfo (SF6).

Isostasia: principio per cui la crosta terrestre (rigida), che galleggia sul mantello (plastico), tende a raggiungere uno stato di equilibrio attraverso movimenti prevalentemente verticali delle masse superficiali e profonde. La riduzione dello spessore di ghiaccio sul polo nord dopo l’ultima glaciazione causa un rimbalzo isostatico della crosta terrestre, la quale tende a sollevarsi alle alte latitudini e ad abbassarsi nell’area mediterranea, con velocità che vanno rispettivamente da alcuni mm a meno di 1 mm all’anno.

Livello del mare: livello medio della superficie marina rispetto alla quale si determinano le altezze delle terre emerse.

Mareografo: strumento digitale (in passato analogico con registrazione su carta) che registra le oscillazioni del livello del mare dal breve periodo (maree) ad anni. I dati, mediati su vari anni di registrazione, stabiliscono il valore medio del livello del mare per quello specifico luogo dove è collocato il mareografo e per un determinato periodo di tempo.

Radar altimetro: calcola l’altitudine della superficie marina al di sotto di un satellite, misurando il tempo che un’onda radio impiega per viaggiare dal satellite al mare e tornare indietro dopo essere stata riflessa.

RCP: Representative Concentration Pathways o Percorsi di Concentrazione Rappresentativi. Questi si  riferiscono ai gas serra che circondano la terra e sono utilizzati in modellistica e ricerca climatica. Descrivono quattro possibili scenari climatici, considerati possibili in base alla quantità di gas serra che potranno essere immessi nell’atmosfera nei prossimi anni. Sono identificati dalle sigle RCP2.6, RCP4.5, RCP6 e RCP8.5, corrispondenti ad un possibile intervallo di valori di forzatura radiativa per l’anno 2100 rispetto ai valori preindustriali, con valori crescenti di 2,6, 4,5, 6,0 e 8,5 W/m2.

Tettonica: processo che coinvolge la struttura e le deformazioni della crosta terrestre nel tempo con differenti scale temporali e spaziali.


In copertina: Edifici sommersi di epoca bizantina nel golfo di Fethiye, Turchia, foto di Marco Anzidei

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