Dai nostri inviati in Antartide: le misure RES

di Stefano Urbini

Ciao a tutti! Vi scrivo dall’Antartide, dopo una giornata densa di attività. In questi giorni stiamo effettuando una serie di voli sul ghiaccio marino con un elicottero al quale abbiamo fissato un radar RES, un radar utilizzato per valutare lo spessore del ghiaccio, per investigare le sue strutture interne e per studiare la morfologia del fondo subglaciale.

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In volo sul ghiaccio marino. Foto di G. Benedetti ©PNRA

Ogni qualvolta il tempo ce lo consente, sorvoliamo la costa acquisendo misure di spessore del ghiaccio nella zona costiera intorno alla base Mario Zucchelli. Seguiamo uno schema preparato preventivamente che ci porta ad acquisire dati nell’area che abbiamo deciso di esplorare.

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Progettazione e fogli di volo. Foto di S. Urbini ©PNRA

Questa attività ricade all’interno del progetto ISSIUMAX, un progetto che vede la collaborazione di vari Istituti, come l’INGV, il CNR e l’Ohio State University. Il progetto ha come scopo quello di valutare lo stato di salute della calotta antartica determinando le variazioni di temperatura al contatto ghiaccio/roccia. Sottoposto al peso della calotta, il cui spessore medio (e sottolineo medio) è 2.500 m, il ghiaccio basale è prossimo alla temperatura di fusione. Basta un piccolo incremento del gradiente geotermico (che determina a sua volta un piccolo incremento di temperatura) per fonderlo e creare un fenomeno chiamato fusione basale. Avere a disposizione uno strumento che aiuti gli scienziati a valutare in maniera indiretta tale fenomeno è molto importante poiché fino ad oggi questi valori sono stati ricavati solo da indagini puntuali (perforazioni profonde) e da modelli matematici. Tenendo conto della sconfinata estensione dell’Antartide (13 milioni di km²) e l’asprezza del continente, è ovvio che l’uso delle tecniche tradizionali di monitoraggio risulta impossibile.

Le informazioni relative alla fusione basale sono fondamentali nel calcolo del bilancio di massa della calotta antartica, unica voce globale che permette di “misurare” gli effetti dei cambiamenti climatici sull’Antartide, termometro della salute della Terra e motore freddo del pianeta.

Il progetto ISSIUMAX si basa sull’uso di uno strumento in grado di registrare il flusso di radiazione elettromagnetica emesso da una superficie per effetto della sua temperatura (radiometro). Tale strumento, montato su un aereo, ci permetterà di stimare, su alcune aree, la temperatura al contatto ghiaccio/roccia. In questa campagna verranno realizzate misure sul ghiaccio marino nella zona antistante la stazione Mario Zucchelli e verso la Stazione Concordia (Dome C) per sondare anche la parte interna della calotta est antartica.

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L’antenna del radar per le misure RES. Foto di S. Urbini, ©PNRA

In questa prima fase della campagna stiamo effettuando misure RES su alcuni tracciati stabiliti a priori. Questi dati costituiranno un set di riferimento per quelli raccolti con il radiometro. L’aereo infatti volerà sulle nostre stesse tracce nei prossimi giorni, e dal confronto dei due set di dati verificheremo la bontà delle misure effettuate dal radiometro. Questa è dunque una fase di test molto importante. Una volta “tarato” il radiometro, saremo in grado, nelle prossime spedizioni, di effettuare delle misure su definite aree di interesse.

Lo strumento che verrà utilizzato è messo a disposizione dall’Ohio State University. E’ stato sviluppato nell’ambito di un progetto della NASA. I suoi dati contribuiranno a monitorare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla calotta polare, sul ghiaccio marino e sugli oceani polari fornendo al tempo stesso importanti informazioni operative alle navi che operano in queste regioni.

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Un momento della campagna di acquisizione. ©PNRA

 


Copertina ©PNRA

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