Ricerche in aree polari

L’Italia è presente in Antartide con un Programma scientifico governativo dal 1985. Il Programma, PNRA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide), è  finanziato dal MIUR (Ministero per l’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). Il MIUR si avvale della CSNA (Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide), per l’indirizzo strategico e la valutazione delle ricerche da finanziare in Antartide. Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ha il coordinamento scientifico delle attività e provvede alla diffusione e alla gestione dei dati scientifici. L’attuazione delle spedizioni e la gestione delle infrastrutture sono affidate all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Vari Istituti e Università forniscono il personale per effettuare campagne di misura in Antartide. L’INGV ha una lunga tradizione nell’ambito dell’esplorazione geofisica in aree polari. I ricercatori INGV hanno partecipato sin dalla prime campagne in Antartide, sia a Mario Zucchelli nella Baia Terra Nova che a Dome C a Concordia, sul plateau antartico.

Emperor penguins
Stazione Mario Zucchelli (dal sito PNRA)
dome c
La base italo-francese Dome C a Concordia (Erick Bondoux, IPEV / PNRA)

Le ricerche in questo campo comprendono osservazioni ed analisi geofisiche su elementi molto diversi tra loro che riguardano sia la parte sovrastante che sottostante la superficie terrestre.

Alcune delle attività in cui sono coinvolti i ricercatori INGV del Dipartimento Ambiente sono le seguenti:

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